ALICUDI E IL MISTERO DELLE DONNE VOLANTI

ALICUDI E IL MISTERO DELLE DONNE VOLANTI. Una storia quella che mi appresto a raccontarvi decisamente affascinante, nata e ramificatasi nel tempo tra gli abitanti di una delle isole Eolie, Alicudi.  Il tutto ha inizio nei primi mesi del 1902 e fino al 1905. Gli ” acurdari “, ovvero gli abitanti di Alicudi, cominciarono ad avere strane visioni. Le visioni consistevano in prevalenza in visioni di donne che volavano, ma anche di marinai che tagliavano le trombe marine con una spiga di grano, un’entità che gli acurdari chiamavano “ pagliaccio ” e che secondo loro era “ un omaccione ” grande e grosso. ALICUDI E IL MISTERO DELLE DONNE VOLANTI

                                            ” Il dipinto di Chagall “Sulla città” del 1918 “

“ Mia mamma l’ha visto fino al giorno cui si è sposata ”, racconta un abitante di Alicudi intervistato nel documentario “ l’isola Analogica ” di Francesco Giuseppe Raganato.

E ancora, pietre che venivano lanciate dall’alto, rumori di catene o la storia di quell’uomo che racconta che in piena notte trova sua moglie fuori di casa che si versa dell’acqua con una brocca dentro una bacinella, gli mette i piedi ammollo, si trasforma in un corvo e spicca il volo.

Un altro racconto recitava così:

«Anche mio marito,  dice un’altra signora, ha visto un sacco pieno di un qualcosa. L’ha toccato con un bastone e questo sacco ha parlato. Il giorno dopo si è fatta trovare lì di nuovo, la donna che c’era dentro il sacco, che aspettava una compagna: avevano un’acqua speciale, in un pentolino di creta, facevano una preghiera e volavano; andavano a Palermo, facevano la spesa e tornavano di nuovo».

Tutte queste entità spesso e volentieri si facevano della mangiate in spiaggia e capitava che invitavano ad unirsi qualche acurdaro che però non poteva rifiutare altrimenti avrebbe scippato ( in dialetto siciliano preso ) bastonate. In breve tempo queste dicerie attrassero molti curiosi e studiosi che si recarono anche loro ad Alicudi con un certo scetticismo rimasero pure loro fottuti ( fregati ) dalle dette visioni. La verità venne a galla solo molti anni dopo. Ad Alicudi, era molto frequente che si facesse il pane usando anche la segale. Chi se lo poteva figurare mai che un parassita denominato ” Claviceps pupurea “, avesse infestato il cereale facendolo diventare per l’appunto la “segale cornuta”? A quei tempi nessuno si sarebbe mai sognato di buttare via la segale solo perché il chicco era diventato nero. Dunque, vista pure l’abbondanza, cominciarono a fare pane, biscotti, torte e ad offrirle a parenti, amici, al sindaco ai villeggianti e via dicendo ignari di tutto. Tutto bello, tutto buono, questo se non fosse per il piccolo particolare che è proprio dal chicco di “ segale cornuta ” che nel 1943 lo scienziato svizzero Albert Hoffman per la prima volta sintetizza, ingerisce e apprende gli effetti della sostanza nota come LSD. Si, avete capito benissimo: LSD, una delle droghe allucinogene più potenti in natura. Per tre anni, dal 1903 al 1905, gli abitanti di Alicudi, o acurdari, non avevano fatto altro che mangiare pane al gusto di LSD e si erano fatti i peggiori viaggi mentali vedendo cose che non stavano né in cielo né in terra.                                                                                                                 La storia curiosa e affascinante ha una sua metafora, bisogna sempre stare attenti a certi racconti, ma non tutti sono così…………Qualcuno poi alla fine si dimostra vero…….Buona lettura.

 

 

 

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